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IMT 2010

Trappola per cattura zanzare e altri insetti volanti esterni

Scheda base

Dicembre 2010

 

E’ la trappola più utilizzata per il monitoraggio professionale ed è destinata esclusivamente al professionista e allo studioso di zanzare.

Materiale: plexiglass

La trappola viene collegata ad una batteria da 12 V 7,2 A. tramite un cavo di alimentazione lungo c.ca 150 cm, munito ad una estremità di capicorda faston o morsetti a coccodrillo.

 

Indicazione

Il monitoraggio con la CO2 è la metodologia più indicata dagli studiosi di tutto il mondo per il monitoraggio delle zanzare ed altri insetti ematofagi. Questa trappola molto robusta e ben collaudata, consente di ottenere un buon monitoraggio delle femmine adulte di zanzare.

 

Come funziona

Una simulazione di quanto avviene negli animali a sangue caldo durante la respirazione. La trappola libera CO2 (anidride carbonica) in quantità esigua ma sufficiente per attirare le zanzare presenti nella zona. La CO2 risulta la sostanza più attrattiva nei confronti delle zanzare. La fonte per ottenere la CO2 nel caso specifico, è il  ghiaccio secco (chiamato anche dry ice), questo praticolare tipo di ghiaccio viene inserito all’interno del contenitore, passa dallo stato solido allo stato di gas (sublimazione), per fuoriuscire poi dai fori. A questo punto le zanzare, richiamate da questa sostanza vengono aspirate e finiscono dentro il retino. Nel contenitore ad alto isolamento, bastano circa 500 gr. di ghiaccio secco per una notte intera. Ci sono vari fornitori di ghiaccio secco. Oltre al ghiaccio secco cosidetto Dry Ice, serve una batteria al piombo 12 V – 7,2 A. Come optional, è possibile aggiungere un Kit indipendente di luce.

 

Istruzioni

Riempire il contenitore di c.ca 500 gr. di ghiaccio secco, accertarsi che i fori sulla base siano liberi, chiudere il coperchio ed appendere ad altezza di ca 130-150 cm sotto un albero, tettoia, etc. in zone normalmente frequentate dalle zanzare, presso parchi pubblici, giardini, cimiteri, lontano da vento ed acqua, protette dalla pioggia. L’orario ideale per iniziare il monitoraggio è dalle ore 18,00 fino alle ore 08,00 del giorno dopo. Staccare il retino prima di spegnere la trappola. Controllare sempre lo stato della batteria, tenendola sotto carica quando necessario. La trappola è nata per le zanzare notturne ma può essere impiegata anche per quelle diurne. Ricordarsi di asportare il retino con la trappola in funzione. Staccare la batteria a fine operazione.

 

Portarsi dietro fili e vari agganci per appendere la trappola.

Dopo aver diviso il territorio in varie zone, collocare le trappole riportando il loro posizionamento su una planimetria.

Numerare le trappole facendo poi una scheda di monitoraggio per ognuna.

 

Avvertenza

Questo apparecchio non è un gioco e deve essere utilizzato esclusivamente a scopo professionale per il monitoraggio e manipolato da studiosi e professionisti del settore (operatori di disinfestazione, studiosi di università ed enti pubblici).

Durante il funzionamento non toccare la ventola.

Leggere anche la scheda tecnica e la scheda di sicurezza del ghiaccio secco (Dry Ice)

I

utilizzare solo all’aperto

 

 

Specie più catturate (Dati forniti dall’Università di Milano)

 

CX. PIPIENS

CX. MODESTUS                                                

OC. CASPIUS

CX. HORTENSIS

AE.  VEXANS

AE. GENICULATIS

OC. CINEREUS

OC. DETRITUS

AN. MACULIPENNIS

AN. CLAVIGER

ST. ALBOPICTUS

CU. SUBOCHREA

CU. LONGIAREOLATA

 

Questa trappola nella versione italiana è nata circa 8 anni fa. L’idea era quella di migliorare un vecchio modello americano nato più di 50 anni fa.

 

Il progettista ha lavorato per più di 20 anni come tecnico responsabile, in varie campagne pubbliche di lotta alle zanzare.

 

Le prime 3 trappole sono state utilizzate a Mantova circa 10 anni fa.

Successivamente, la trappola è stata posizionata per monitorare le zanzare a Settimo milanese,  a Cinisello Balsamo, a Peschiera Borromeo, in provincia di Alessandria, a Melegnano, a S. Giuliano milanese, a Basiglio, a Seregno, a Lentate sul Seveso, a Corsico e a Milano dove viene tutt’ora utilizzata per il monitoraggio, anche da parte dell’Università. Il design ha subito piccole  modifiche per raggiungere il modello attuale caratterizzato dal basso consumo di ghiaccio secco e di corrente, dalla separazione totale della CO2 dall’aria generata dalla ventola ed infine dalla robustezza e la durata nel tempo.

 

Ultimamente viene utilizzata anche da parte di vari istituti a Padova, Bari, Teramo e varie Aziende sanitarie.

 

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